CUORE A NUDO (2007)

 

1.  COME UN ATTORE

Come un attore inesperto, sulla scena, 
che, con il suo timore, dimentica la sua parte,
o come un essere feroce, pieno di una rabbia eccessiva,
che per l’abbondare dell’impeto, indebolisce il suo cuore,
così io, per timore e per sconforto, dimentico di pronunciare
il perfetto rituale della cerimonia d’amore,
e nell’impeto stesso del mio amore mi sento mancare,
sopraffatto dal peso della potenza stessa del mio stesso amore:
oh, possano essere l’eloquenza, i miei scritti, 
muti profeti del mio cuore che parla,
che invoca amore e chiede ricompensa
più di questa lingua, che più si è più espressa:
oh, impara a leggere quanto ha scritto il silenzioso amore:
conviene, al sottile spirito dell’amore, ascoltare con gli occhi :  

(W. Shakespeare trad.  E. Sanguineti)

 

2.  VEDRAI VEDRAI 

Quando la sera ritorno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi
con quella tenerezza
come fossi un bambino
che ritorna deluso
Si lo so che questa 
non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi

Vedrai vedrai, vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai vedrai, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà

Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri d’averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me
tutto quello che viene
Mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più

Vedrai vedrai,  vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai vedrai,  non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai vedrai
non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà

(L. Tenco) 

 

3.  UN GIORNO DOPO L'ALTRO

Un giorno dopo l'altro il tempo se ne va
le strade sempre uguali, le stesse case.

Un giorno dopo l'altro e tutto è come prima
un passo dopo l'altro, la stessa vita.

E gli occhi intorno cercano quell'avvenire
che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni e l'avvenire è
ormai quasi passato.

Un giorno dopo l'altro la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.

La nave ha già lasciato il porto e dalla riva
sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera torna deluso a
casa piano piano.

Un giorno dopo l'altro la vita se ne va,
e la speranza ormai è un'abitudine. 

(L. Tenco)

 

4. TU MANCHI DA QUESTA CAMERA

Tu manchi da questa camera
e le cose non chiamano oggi
Ho deciso che il tempo
passi in tuo onore
che non passi di qui
e si fermi di sotto
dove gli uomini chiaccherano
seduti barbaramente,
amore mio 

(M. Gualtieri)

 

5.  NAVIGANTI  

Siamo stati naviganti, con l’acqua alla gola
e in tutto questo bell’andare quello che ci consola
è che siamo stati lontani
siamo stati anche bene
siamo stati vicini e siamo stati insieme
siamo stati contadini noi due
senza conoscere la terra
e piccoli soldati senza amare la guerra
ci hanno mandati lontano
senza spiegarci bene 
e siamo stati male
ma siamo ancora insieme
grandi corridori di corse in salita
che alzavano la testa dal manubrio
per vedere se fosse finita
allenati alla corsa e allenati alla gara
preparati a cadere e a tutto quello che si impara
innamorati della sera, innamorati della luna
conoscitori della notte senza averne paura
innamorati di quel fiore che non vuole mai dire
ecco, tutto è finito e bisogna partire 
Ma ora è il momento di mettersi a dormire
lasciando scivolare il libro che ci ha aiutati a capire
che basta un filo di vento per venirci a guidare
perché siamo naviganti senza navigare 

(I. Fossati)

 

6.  UN CUORE A NUDO

Come
un aquilone che
aspetta il vento che verrà
io sono seduto qui
che cerco il verso in una riga
Cosa lascerò
su questo foglio di me?

Io non so più scrivere
se non parlandomi di te
è tra le banalità la più banale
o è solamente la pura verità
Cosa inventerò  
se non ho in mente che te?

So dove sei
come ti muovi
che cosa farai
lo so perché
tu sei come me ...

Dietro questa finestra
passa distratta l'eco della mia città
e voglio, voglio sia questa
a darmi la parola che mi stupirà
Cosa incontrerò
lontano da te?

So dove sei
come ti muovi
che cosa farai
cosa farò
So dove sei
come ti muovi
che cosa farai
lo so perché
tu fai come me

Ma è dentro le tue strofe che io brucio come incenso
scivola la penna e riempie il bianco dei miei sogni
poi trovo le parole che non avevo più
trovo un’altra rima ma è il mio pronome che
non fa più rima con te
non fa più rima con te
non rima più con te

(M.E .Giovanardi/M .Baruffaldi)

 

7.  OGNUNO DENTRO DI SÉ HA UN VUOTO

Ognuno dentro di sé ha un vuoto, 
è stato messo in noi per ricordarci che siamo involucri:
ad alcuni, per colmarlo è sufficiente un amore
un figlio sano, un lavoro come si deve.
Altri per cancellare il buco 
sono costretti a gettarci dentro tutte le loro cose,
la vita intera, 
perché la bestia va saziata ogni giorno, 
ha la bocca sempre aperta e chiede chiede
chiede in continuazione, non vuole mai riposare ...
E poi 
c'è chi non arriva a sfamarla  con ciò che possiede,
neanche un regno basterebbe,
e allora deve riempire quelle fauci con i sogni,
eppure, neanche i sogni bastano,
servono illusioni,
ancora più grandi
illusioni assolute ...    

( M. Lodoli )

 

8.  IL MIO AMORE È COME UNA FEBBRE

Il mio amore è come una febbre, che continuamente aspira
a ciò che più lungamente alimenta la sua malattia,
e si nutre di ciò che ne conserva il male,
per compiacere al suo disordinato appetito guasto:
la mia ragione, che è il medico, per il mio amore,
mi ha abbandonato, e io, adesso, disperato, comprendo
che il desiderio è morte, e che la medicina lo combatteva:
incurabile io sono, adesso che la mia ragione è incurante,
e, pazzo furioso in interminabile affanno,
i miei pensieri e i miei discorsi sono come impazziti,
vaneggiando senza verità, e formulati vanamente:
perché bella io ti ho giurato, e ti ho pensato luminosa,
tu che sei nera come l’inferno, e oscura come la notte :  

(W. Shakespeare trad. E. Sanguineti)

 

9.  GIUGNO ‘73

Tua madre ce l’ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me 

La gazza che ti ho regalato
è morta tua sorella ne ha pianto
quel giorno non avevano fiori 
peccato quel giorno vendevano
solo gazze parlanti 

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre a dirmi 
“Ciao come stai?” insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai … 

I miei amici sono tutti educati con te però vestono in modo un po’ strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“sono loro stasera i migliori che abbiamo?” 

E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa,
nell’imbuto di un polsino slacciato
i miei amici ti hanno dato la mano
li accompagno il loro viaggio porta un po’ più lontano

E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai
l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante 

Poi il resto viene sempre da se 
i tuoi aiuto saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarsi
che non esserci mai incontrati  

(F. De André)

 

10.  LA GIOSTRA 

So che tu vivi nel fango 
vicino alla giostra
parli per farci del male
la vita normale è un passo più in qua 

So che tu spingi la giostra
di notte e col vento
prendi la gente nel sonno
la giostra dei folli nell’oscurità 

Ti urtano in strada ridendo
nessuno mostra pietà
né spera fortuna per chi non ce l’ha 

So che tu vivi nel fango 
vicino alla giostra
parli e non fai mai del male
la vita normale è un passo più in qua
è un passo più in qua

(M.E. Giovanardi/A.Cremonesi)

 

11.  ERA LA MIA CITTÀ

Era la mia città,
la città vuota all'alba,
piena di desiderio.
Ma il mio canto d'amore,
il mio più vero
era per gli altri una canzone ignota.                                    

( S. Penna )

 

12.  HAI PENSATO MAI?

Hai pensato mai
ai fiori quando sono tanti 
e pieni di colori
coriandoli sull’erba e alle nuvole 

Hai pensato mai 
Leggere bianche rosa o nere
A strisce in mezzo al cielo 
Scalini di bambagia
Tu c’hai pensato mai 
All’acqua che tomboloni 
arriva sulla spiaggia e si distende un poco poi
ritorna al mare 

Hai pensato mai
alle stelle fatte con un ago
su un cielo tutto di carta 
e tante cosa ancora
tu senti scusami 
hai pensato mai a me 

E all’acqua che a tomboloni
arriva sulla spiaggia e si distende un poco poi
poi ritorna al mare 

Hai pensato mai 
hai pensato mai
hai pensato mai a me     

(N. Toffolo)

 

13.  A MILANO

A Milano crolli nervosi, intensità emotive ed eccitazioni febbrili si sono succedute e rivoltate con inedita repentinità; e dov’e c’erano trionfi e vittorie, un attimo dopo esistevano solo rovine e macerie, come peraltro dieci minuti avanti … Ma io vivevo solamente negli spazi delle mie emozioni d’amore e dove più stavo male e più le intimità erano stravolte dalla passione e i miei pensieri dal sentimento, e dove i miei equilibri più infranti e le mie sicurezze turbate, più mi sentivo di esserci. Cercavo solamente grandi burrasche emotive. Questo per me era l’unico modo di amare.            

(P.V. Tondelli)

 

14.  EL MÈ GATT

El mè gatt
A l'han trovàa distes in mezz a i orti
i oeucc a eren ross e un poo sversàa
me piasaria savè chi l'è quel ostia
che al me gatt la panscia al g'ha sbusàa.

L'era inscì bell, inscì simpatich
negher e bianch, propri on belée
se ciapi quel che l'ha copàa
mi a pesciàa ghe s'ceppi 'l dedrée.

I amis m'han dit «L'è stada la Ninetta
quella cont la gambetta sifolina
l'emm vista in mezz a i orti ier matina
che la lumava 'l gatt cont on cortel».

L'è malmostosa, de bruta cera,
e l'ha g'ha on nas svisser e gross
vedella in gir fa propi péna
e tucc i fioeu ghe dann adoss.

Incoeu a l'hoo spetada in via Savona
dopo mezzdì, quand lee la torna a cà
ghe sont rivàa adrée a la barbona
e su la gamba giusta giò legnàt.

Hoo sentù on crach de ossa rott
l'è 'ndada in terra come on fagott
lee la vosava «oi mamma mia»
me sont stremì, sont scapàa via.

Stasera voo a dormì al riformatóri
in quel di Filangieri al numer duu
m'han dàa del teddy-boy, del brutt demoni
mi sont convint istess d'avegh reson.

Se g'hoo de divv, o brava gent
de la Ninetta me frega niént
l'è la giustissia che me fa tort
Ninetta è viva, ma el gatt l'è mort,
l'è la giustissia che me fa tort
Ninetta è viva, ma el gatt l'è mort.

(I.Della Mea)

 

15.  SOLO SFIORANDO 

Solo sfiorando fa nuvola un genio 
che avvolge e confonde realtà
dentro alle terre dei miei desideri
da sempre vissute a metà
e sorrido a questa voce che mi chiama  
Quante risposte mi dai
mai nessuna mai

Solo sfiorando la buccia scompare
pulsando la carne viva
praticamente un’offerta
che svanisce per voracità
e l’impero dei sensi
sfiorisce anche noi

Quante risposte mi dai
mai nessuna mai
Quante risposte mi dai
mai nessuna mai

Solo sfiorando leggera follia
mi ossigeno senza di te
solo sfiorando può esplodere tutto
solo, solo sfiorando
sento che c’è sangue e scorre ancora

Quante risposte mi dai
mai nessuna mai

(L. Morino/M.E. Giovanardi)

 

16.  LA FIGA 

La figa è una ragnatela,
un imbuto di seta,
il cuore di tutti i fiori.
La figa è una porta 
per andare chissà dove.
O una muraglia che devi buttar giù.
Ci sono fighe allegre 
E delle fighe matte del tutto,
delle fighe larghe e strette.
Quelle che sbadigliano e non dicono una parola
neanche se l’ammazzi.
La figa è una montagna bianca,
bianca di zucchero.
Una foresta … dove passano i lupi;
E’ la carrozza che tira i cavalli.
La figa è una balena vuota
piena di aria nera e di lucciole.
E’ la tasca dell’uccello, 
la sua cuffia da notte,
un forno … che brucia tutto.
La figa quando è l’ora, 
è la faccia del Signore.
La sua bocca.
E’ dalla figa che è venuto fuori il mondo, 
con gli alberi, le nuvole e anche il mare.
E gli uomini, uno alla volta.  Di tutte le razze.
E dalla figa …è venuta fuori anche la figa
Ostia la figa!                      

(T. Guerra)

 

17.  TESTAMENTO D’AMORE   

E’ solo lei
che sa riaccendere
i miei sensi e le mie fantasie
o è lei 
che fa confondere
la bellezza con le mie manie 

Lo so d’essere prigioniero
di un Amore che non c’è
qui ancora prigioniero
di un’ idea di te che non c’è più

Con lei 
io mi sentivo a casa
e ogni momento era complicità
ma poi 
così indecisa e muta
ha minato la mia serenità 

Si, io sono prigioniero
di un Amore che non c’è
qui ancora prigioniero
di un’ idea di te che non c’è più
Si, io sono prigioniero
di un Amore che non c’è  
qui ancora prigioniero
di un’ abbraccio che ora non c’è più

(M.E. Giovanardi)

 

18.  SARÀ ORA DI CHIUDERE…

Sarà ora di chiudere, amore,
che smetta di fare la guardia al cemento
tra piazza Tricolore e via Bellini,
di coprirmi la faccia col giornale
quando ferma la E, di attraversare
obliquo la tua strada, di patire
anche a passarci in treno
in fondo a viale Argonne
vicino alla tua casa.    
(E. Pagliarani)